lunedì, Settembre 26, 2022

Salernitana. Il punto prima della gara con lo Spezia

Il Punto sui granata è di Antonio Iovino

Salerno, suo malgrado, è una piazza che, calcisticamente, è abituata a soffrire. Lo dice la storia e lo dicono i numeri. La Serie A era il sogno di tanti ma nessuno avrebbe potuto immaginare uno sfondo così tribolato. A prescindere dal campo -su cui ci soffermeremo a breve- le vicende societarie hanno lasciato col fiato sospeso buona parte dei sostenitori di “Sua Maestà” e, ad oggi, tra trust, offerte, comunicati e smentite, sembra non essere finita la telenovela legata a quella che sarà la nuova proprietà. Ma veniamo al campo. La stagione degli uomini di Castori non è iniziata nel migliore dei modi. Le lacune post mercato sono sembrate sin da subito abbastanza evidenti e il fatto che gran parte degli acquisti sia arrivata a preparazione già abbondantemente in corso o a campionato iniziato, non ha reso migliore la situazione. Tra i neoacquisti abbiamo Gagliolo, Strandberg, Ranieri, Ruggeri, Kastanos, Lassana Coulibaly, Obi, Bonazzoli, Simy e, dulcis in fundo, monsieur Frank Ribery. A questi nomi vanno aggiunti i ritorni dei volti noti della Serie B come Jaroszynski, Mamadou Coulibaly e Gondo. Nonostante qualche elemento di rilievo e qualche buon giocatore, sin dalle prime battute (Bologna-Salernitana 3-2, Salernitana-Roma 4-0, Torino-Salernitana 4-0) sono apparse palesi criticità in ogni reparto: la difesa traballa e soffre troppo, specialmente sulle palle inattive; a centrocampo manca un’iniezione di qualità che faccia girare al meglio la squadra; l’attacco non incide come si sperava. Dalla quarta giornata, però, qualcosa sembra cambiare. Con la prima da titolare di Ribery (aveva esordito in maglia granata contro il Torino), la compagine di Castori ritrova solidità e aggressività, acquisisce sicurezza e con un campione in campo cambia volto. Contro l’Atalanta, infatti, la Salernitana perde di misura e lo fa rischiando anche di portare punti a casa (vedi il palo di Obi). L’ex Fiorentina, però, vuoi per le 38 primavere, vuoi per il ritardo di condizione, non è l’uomo sul quale può gravare l’intero peso della squadra. La piazza, consapevole di ciò, continua a chiedere un uomo che possa gestire la pressione in mezzo al campo. Si parla, tra gli altri, di Nicolas Viola ma, l’ex Benevento, svincolato da qualche tempo, non arriva. Alla vigilia della sfida con i bergamaschi, si rivede, però, Cedric Gondo, uno degli eroi della promozione che, tra lo scetticismo generale, riabbraccia Fabrizio Castori, che lo schiera subito in campo. Buona prestazione e applausi per l’ex Lazio. Contro il Verona la Salernitana è chiamata a portare a casa i primi punti del proprio campionato e benché la doppietta di Kalinic ponga innanzi ad una salita ripida e tortuosa i padroni di casa, prima Gondo (sì, proprio lui) e poi M. Coulibaly regalano un insperato pareggio ai granata. In casa del Sassuolo la squadra si presenta senza Ribery, non convocato per un affaticamento. A Reggio Emilia “la Bersagliera” non sfigura ma non si trova la via del gol, a differenza dei padroni di casa. Basta un colpo di testa di Mimmo Berardi per mandare k.o. la Salernitana, che, così come successo contro Atalanta, offre una buona prestazione senza concretizzare. Dopo i primi match Castori & company dimostrano un miglioramento ma i punti stentano ad arrivare e la panchina del tecnico è tutt’altro che sicura. Tra i nuovi arrivati in attacco sui quali l’allenatore ex Carpi può fare affidamento, Simy è di certo quello che, almeno per ora, ha deluso maggiormente le aspettative. Sembra irriconoscibile e, complice una condizione fisica tutt’altro che ottimale, delude e non riesce a sposare i diktat tattici del suo allenatore. Bonazzoli, invece, parte più di una volta dalla panchina e, pur mostrando caparbietà, voglia e anche qualità, non riesce a trovare la via del gol dalla prima giornata. Ma quando gioca si sente e sa come infiammare la piazza. Gli altri due elementi del reparto avanzato, invece, sembrano i migliori interpreti del “Castorismo”: Djuric e Gondo, infatti, vedono molto spesso il campo e appaiono quasi indispensabili per convertire in gioco le idee tattiche dell’allenatore marchigiano. Alla vigilia della fondamentale sfida con il Genoa, c’è un cauto ottimismo. La Salernitana, nonostante diversi angoli da smussare, comincia a procedere meno timorosa e più sicura con un’idea di gioco meno confusionaria e più concreta. Strandberg, i due Coulibaly, Ribery e i già citati Djuric e Gondo sono tra gli elementi che fanno girare meglio la compagine granata e, finalmente, i tre punti arrivano. Contro i liguri lo stadio Arechi è una bolgia –non è una novità- e lottando con le unghie e con i denti, gli uomini col cavalluccio sul petto battono una diretta avversaria nella lotta salvezza. Basta una spizzata del bosniaco d’Italia Milan Djuric a far esplodere lo stadio in un boato sinonimo di vittoria. Oggi (fischio d’inizio alle 15,00) una squadra ligure – in questo caso lo Spezia- incrocerà nuovamente il destino della Salernitana. Gli assenti per infortunio sono diversi, ma la voglia di uscire trionfanti dal campo per la seconda volta consecutiva si spera sia tale da permettere agli uomini di Castori di affrontare l’incontro con la grinta giusta per azzannare l’avversario dal primo all’ultimo minuto.

Antonio Iovino

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