Nessuna revisione per il boss Pasquale Renna. A capo dell’omonimo clan di Bellizzi tra gli anni Ottanta e Novanta, Renna da 27 anni sta scontanto il regime del 41bis nel carcere di Novara. «È ancora in grado di mantenere contatti con esponenti tuttora liberi dell’organizzazione criminale di appartenenza anche in ragione della sua particolare e concreta pericolosità» secondo la ministra Marta Cartabia e il’Antimafia.
Ma l’avvocato di Renna, Giuseppe Russo, fa sapere che presenterà un ricorso al Tribunale di sorveglianza di Roma ed eventualmente alla Corte di giustizia europea. Secondo i magistrati e le forze dell’ordine la pericolosità del boss di Bellizzi è ancora viva. Sarebbe ancora in grado di condizionare le attività della criminalità organizzata e del clan che, nel corso degli anni, s’è rigenerato. Due anni fa, quando a Pasquale Renna fu concesso di far visita alla madre, furono in tanti ad attenderlo sotto casa per salutarlo. La detenzione non è bastata a mutare il ruolo del boss, che per adesso rimarrà al carcere duro.









