venerdì, Maggio 27, 2022

Il partigiano con le stellette. L’avv. Tullio Capone: ufficiale dei Carabinieri fu deportato Buchenvald in Germania (la storia)

Con la festa della Liberazione dal nazifascismo, oggi 25 aprile 2022 vogliamo ricordare un esempio di grande valore di un uomo di Battipaglia.  L’avv. Tullio Capone, ufficiale dei carabinieri di complemento che nel settembre del 1943 si rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale voluta da Mussolini dopo aver sciolto l’arma dei Carabinieri.

L’avv. Capone non aderendo alla guardia nazionale fu arrestato e mandato a Buchenvald in Germania nel campo di concentramento voluto dai NAZISTI nel 1937. Vi rimase per quasi due anni dal 1943 al 1945   è fu uno dei pochi ad avere salva la vita. In quel campo di concentramento morirono quasi tutti e fu testimone della morte della principessa Mafalda, figlia del Re Vittorio Emanuele III.

L’avv. Tullio Capone quando tornò a Battipaglia fondò il partito monarchico e nel 1952 fu eletto consigliere comunale di opposizione. Nel civico consesso, con lui capogruppo, fu affiancato dagli altri consiglieri: Peppe Romano, Domenico Vicinanza, Antonio Apostolico e Gabriele Garofano.

La sua esperienza politica continuò e dal 1954 al 1958 fu vice Sindaco grazie ad una alleanza tra monarchici, democrazia cristiana e missini.

Fu anche il fondatore di un giornale settimanale d’informazione della Piana del Sele “Il Tusciano” che ebbe vita tre anni ed ancora oggi nella Biblioteca Nazionale di Firenze se ne trovano le tracce.

Molti furono i collaboratori da Italo Rocco a Felice Colliani, da Luigi Gambardella a Mario Vitolo e tanti altri. Il Tusciano fu una voce libera che affrontava le grandi tematiche del periodo post bellico e che contribuì alla rinascita di Battipaglia.

L’avvocato Tullio Capone rappresenta un altro tipo di Resistenza ovvero “La Resistenza tricolore. La storia ignorata dai partigiani con le stellette” (così la definiscono Petacco e Mazucca nel libro scritto a 4 mani). Libro che racconta della Resistenza dei militari italiani che non si sono arresi ai tedeschi dopo l’8 settembre 1943, che con l’armistizio firmato dal maresciallo Badoglio e la fuga di Vittorio Emanuele III e del governo a Brindisi, i militari italiani, furono abbandonati al loro destino, si trovarono di fronte a una drammatica scelta: stare con il re o con il duce? “Seguirono ore febbrili, durante le quali i tedeschi, i nuovi nemici, non faticarono molto a impadronirsi della parte non ancora liberata della penisola. Contro di loro ebbe inizio la Resistenza. Con questo termine s’intende, in genere, la Resistenza partigiana, attiva soprattutto dal giugno 1944, giacché la storiografia ufficiale pare avere dimenticato la dolorosa vicenda dei tanti militari che, in obbedienza agli ordini ricevuti e mantenendo fede al giuramento prestato, rifiutarono di arrendersi ai nazisti e morirono combattendo, non soltanto in Italia ma anche nei Balcani, in Corsica, nelle isole dell’Egeo e nelle altre lontane località presidiate dalle nostre truppe”.

Il direttore di www.battipaglia1929.it, Carmine Galdi, ringrazia l’avvocato Enrico Giovine per la pregiata collaborazione nella ricostruzione di un importante personaggio della storia battipagliese.

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