domenica, Maggio 29, 2022

Musica e spettacolo: apre con l’Ottetto di Franz Schubert la II edizione di Salerno Classica

Concerto inaugurale domani sera alle ore 21 per la II edizione di Salerno Classica, concerti che si svolgeranno descrivendo un ideale percorso tra i grandi monumenti della rettoria di San Giorgio ospite di Don Roberto Piemonte e la Cattedrale grazie alla benevola disponibilità di Don Michele Pecoraro e della Curia Arcivescovile.

Salerno Classica, ideata dalla Associazione Gestione Musica, fa parte di un progetto, sostenuto dall’amministrazione comunale, con il patrocinio di ConfCommercio e della Provincia di Salerno, che ha visto il sodalizio concorrere e ottenere il finanziamento dal Fondo unico per lo Spettacolo.

La II edizione di Salerno Classica vivrà il suo primo appuntamento nella Chiesa di San Giorgio, con l’esecuzione dell’Ottetto per Fiati e archi di Franz Schubert D803 op.166, che inaugurerà il confronto tra la Prima e la Seconda Scuola Viennese.  

Giuseppe Carotenuto e Lorenza Maio al violino, Martina Iacò alla viola, Francesco D’Arcangelo al violoncello, Luigi Lamberti al contrabbasso, Giuseppe Cataldi al clarinetto, Fabio Marone al fagotto e Luca Martingano al corno, andranno ad interpretare quel “divertimento” romantico che guarda a Mozart e Beethoven che ha già varcato il confine della nuova temperie ottocentesca. Se il tema scelto per la I stagione in programma la primavera della seconda edizione di Salerno Classica è il ferace confronto tra la Prima e la Seconda scuola di Vienna, il concerto inaugurale è interamente dedicato a un Franz Schubert che guarda a Ludwig Van Beethoven.

In programma un’opera datata 1824, l’ ottetto per Fiati e archi in Fa D803 op.166, pagina di enorme fortuna nei numerosi circoli viennesi di colti amatori di musica, non di rado validi esecutori. Tra questi troviamo il conte Ferdinand Troyer, valente clarinettista, che commissiona appunto Schubert il remake del successo beethoveniano, il settimino op.20 composto nel 1799. Schubert si muove da subito come un grande regista: rispetta il modello ma introduce alcune scelte che rispecchiano il proprio gusto.

L’organico è lo stesso del lavoro beethoveniano (archi con clarinetto, corno e fagotto), ma con l’aggiunta del violino secondo. In questo modo gli archi includono un vero e proprio quartetto classico, tenendo conto che il contrabbasso funge spesso da rinforzo del basso in comune ad archi e fiati.

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