martedì, Agosto 16, 2022

Il Cardinale Koch in visita a Salerno: “Monsignor Bellandi tra i più grandi Arcivescovi della storia di questa Diocesi” 

Una Santa Messa, presieduta nei giorni scorsi presso la cripta della Cattedrale di Salerno, precisamente all’altare della tomba di San Matteo, è stata il centro e il culmine della visita del Cardinale Kurt Koch all’Arcivescovo Monsignor Andrea Bellandi. Il porporato svizzero, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e Presidente della Pontificia Commissione per il Dialogo con l’Ebraismo, si è detto commosso dall’accoglienza e dal calore umano riservatogli da Sua Eccellenza e dalla celebrazione Eucaristica ai piedi del sepolcro dell’Apostolo ed Evangelista “attraverso il quale – ha sottolineato – Gesù ci ha voluto testimoniare che, ai Suoi occhi misericordiosi, nessuno è perduto, nessuno è scartato, nessuno è senza speranza di cambiamento e salvezza”. Nell’omelia, incentrata quasi completamente sulla chiamata e la conversione di Matteo, il porporato – accompagnato dal vaticanista battipagliese Gianluca Barile – non ha mancato di parlare di un altro Santo le cui spoglie dimorano a Salerno, “il grande Papa Gregorio VII”, di cui ha messo in risalto in modo speciale l’amore per la Chiesa, che gli costò l’esilio, e la sua grande opera di riforma morale del clero. “Senza timore di smentita – ha osservato il Cardinale Koch – l’opera di un altro immenso innamorato della Chiesa, Benedetto XVI, è perfettamente sovrapponibile e conforme a quella di San Gregorio VII”. Il Prefetto Vaticano non si riferiva, ovviamente, ad alcuna forma di esilio del Papa emerito, essendo egli rimasto “nel recinto di Pietro”, ma “alle continue denunce sulla sporcizia nella Chiesa e ai rimedi adottati in proposito durante il suo Pontificato, alla difesa della Vita e della Famiglia naturale, alla lotta al relativismo – ha precisato Koch – che hanno fatto di Benedetto XVI un Gregorio VII contemporaneo”. L’augurio del Cardinale, quindi, è stato che l’esempio di questi due Papi scuota le coscienze dei cattolici e li conduca ad un impegno sempre più intenso nella Chiesa, un impegno “anteposto ad ogni guadagno terreno, proprio come fu per San Matteo dopo la chiamata di Gesù”. Prima di congedarsi, il Prefetto dell’Unità dei Cristiani si è rivolto a Monsignor Bellandi evidenziando come l’alto prelato, da quasi tre anni a Salerno, “si sia già inserito, a pieno titolo, nel novero dei più grandi Arcivescovi di questa Chiesa particolare”. In mattinata, rispondendo alle domande di TeleDiocesi Salerno, il Cardinale si era soffermato sull’inopportunità, in questo preciso momento storico, di un incontro tra Papa Francesco e il Patriarca ortodosso di Mosca, Kirill. Il porporato svizzero ha confermato che era già stato deciso un incontro tra i due il 14 Giugno a Gerusalemme, ma poi si è riflettuto sul fatto che, in assenza di parole di condanna della guerra in Ucraina da parte del Patriarca russo, si sarebbe corso il rischio che persino un semplice abbraccio di cortesia tra Kirill e il Papa potesse essere strumentalizzato da chi è a favore del conflitto, mentre è assolutamente nota la contrarietà di Francesco, che si è schierato sin dall’inizio accanto al popolo ucraino. “Naturalmente il cammino ecumenico deve procedere, non mancheranno altre occasioni di incontro tra il Patriarca di Mosca e il Papa – ha aggiunto Koch -, ma evidentemente non in questo particolare momento storico, in cui la visione di Kirill sulla guerra è la stessa di Putin”. A tal proposito, il Prefetto del Dicastero Vaticano ha rivelato che durante la videoconferenza di alcune settimane con Kirill, il Papa non ha usato mezzi termini rivolgendosi al Patriarca ortodosso di Mosca: “Noi non siamo chierici di Stato, noi abbiamo il dovere di batterci per la pace”. Il porporato non ha nascosto che il sostegno di Kirill alla guerra in Ucraina “danneggia il dialogo ecumenico”, anche perché “in questa guerra i Cristiani si stanno uccidendo a vicenda, e ciò è ancora più inaudito. Cristiani sono i russi e Cristiani gli ucraini; ortodossi i russi e ortodossi gli ucraini”. Il Cardinale Koch ha comunque espresso la speranza di un raduno di tutte le confessioni cristiane nel 2025, a 1700 anni dal Concilio di Nicea, il primo Concilio ecumenico Cristiano della storia, riunitosi quando ancora non vi era stato alcuno scisma nella Chiesa di Roma. Nella qualità di Presidente della Commissione con l’Ebraismo,  il porporato ha poi confermato che esiste il pericolo concreto di una recrudescenza dell’antisemitismo in Europa e in maniera speciale in Germania. Il porporato svizzero tornerà in autunno nel Salernitano per presiedere la XIII Edizione del Premio Internazionale “Tu es Petrus” di Battipaglia insieme al fidato Gianluca Barile.

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