sabato, Agosto 20, 2022

Francese: l’ok ai 7bis, solo dopo l’adozione del Puc. Stop a 25mila metri cubi di cemento

“7bis o non 7 bis”: è questo il dilemma della maggioranza politica capeggiata dalla prima cittadina Cecilia Francese. Si tratta di una prerogativa per nuovi insediamenti abitativi contemplati dall’art. 7bis L.R. Campania n. 19/2009. Legge regionale che permette, per aree definite comparti industriali e/o di servizi abbandonati, la riconversione mediante la costruzione di palazzi. Tre i progetti giunti più volte in Consiglio comunale, per la realizzazione di 25mila metri cubi di cemento già autorizzati dagli uffici dell’ente locale, ma sempre rinviati per mesi. Sembrava, ormai, cosa fatta quando ieri c’è stato un vero e proprio colpo di scena, Cecilia Francese con una lettera al Civico Consesso ha chiesto di far slittare la discussione per l’approvazione dei “7bis” a dopo l’adozione in Giunta del nuovo Puc, annunciato da oltre 1 anno ed ancora non varato. 7 bis che hanno visto la caduta, per la loro contrarietà, degli ultimi due assessori all’urbanistica Davide Bruno (2021) e Gianpaolo Lambiase (2022).  Nel frattempo, ieri sera, la maggioranza politica della sindaca ha accolto la sua proposta e rinviati i 3 punti all’ordine del giorno, che riguardano i progetti presentati dalla Mediterranea srl, dalla Ellegi Costruzioni srl e da Laura e Velia Landi.

Nei dettagli questi i tre progetti:

La prima è della “Mediterrannea srl”, la società riconducibile a Giuseppe Pontecorvo che sui terreni un tempo destinati agli uffici zonali dell’Inps, nel cuore pulsante del rione Sant’Anna, oggi sede d’un complesso dismesso, vorrebbe tirare su un fabbricato a torre con destinazione residenziale, di volumetria pari a circa 7mila metri cubi, che ospiterebbe 84 nuovi nuclei familiari con altri 1.680 metri quadri destinati invece a standard urbanistici.

La seconda arriva dalla “Ellegi Costruzioni”, srl di proprietà della famiglia Lanzetta (nello specifico di Antonio Lanzetta). Prevista demolizione e ricostruzione di un complesso dismesso in via Matteo Ripa, sui quali suoli insistono alcuni manufatti edificati a partire dagli anni Quaranta dalla ditta “Gambardella e Rago”.

La terza è stata presentata dalle sorelle Laura e Velia Landi, proprietarie d’un compendio immobiliare in via Generale Gonzaga, a pochi passi dal “Fabio Besta”. Sui terreni dove originariamente insisteva un complesso produttivo/artigianale adibito a falegnameria, l’idea è di procedere alla demolizione dell’immobile con proposta di ricostruzione del preesistente edificio produttivo, fatiscente e pericolante.

Questa la missiva di Cecilia Francese al Consiglio Comunale:

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