venerdì, Dicembre 9, 2022

Il Pd di Battipaglia sul voto: la sconfitta del 25 settembre ci serva da lezione

Il Circolo del partito democratico di Battipaglia (nella foto il segretario Anna Raviele), in una nota stampa, analizza il risultato del voto delle politiche del 25 settembre scorso a Battipaglia. “Siamo abituati a fare le dovute valutazioni a mente fredda, per cercare qualche barlume di lucidità in più rispetto al mare magnum di questi ultimi giorni, dentro al quale sono finite azzardate analisi e presunte vittorie. Noi del Partito Democratico, in linea generale, usciamo sconfitti e ridimensionati: è inutile nascondercelo.  Qui a Battipaglia, però, recuperiamo qualche punto percentuale rispetto al 2018 e dimostriamo che c’è una coalizione di centrosinistra capace di essere comunque competitiva al netto delle difficoltà generali. In una tornata particolare come quest’ultima, dove i partiti di centrodestra alla vigilia avrebbero dovuto ottenere una maggioranza bulgara, e dove fino a meno di un anno fa il Pd praticamente non esisteva, parlare di ottimo risultato sarebbe paradossale, ma certamente possiamo guardare al futuro con un cauto ottimismo. Cercando innanzitutto di continuare a lavorare sul territorio: perché al netto delle percentuali, di chi è dentro e di chi è fuori, c’è un dato ineluttabile: il Partito Democratico non attecchisce più nei grandi centri (dove vince il Movimento Cinque Stelle, come nella nostra città dove si attesta primo partito) e nei piccoli comuni (dove stravince Fratelli d’Italia). Resiste nelle città medie, ma perde quasi in tutte le città storicamente “rosse”. Ma il dato più rilevante è che il nostro Partito perde tra le fasce deboli, tra i ceti popolari che hanno sempre rappresentato lo zoccolo duro dei Dem. Ma non è questo il tempo della resa, anzi. A Battipaglia c’è una solida base, e un gruppo dirigente che ha intenzione di proseguire e guardare avanti. Siamo pronti a rimboccarci le maniche, a (ri)guadagnarci quel consenso che ci è stato strappato poco alla volta, senza che nemmeno ce ne accorgessimo, convinti che fosse qualcosa che rimanesse per sempre, a priori. Èurgente, adesso, tornare a parlare un linguaggio di semplicità e concretezza. Senza nasconderci dietro nessun nome, ma mettendoci la faccia, nei territori e tra la gente. Come la nostra tradizione politica ci ha sempre insegnato”.

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