mercoledì, Marzo 11, 2026

L’inchiesta su Battipaglia. Bonifiche in Campania: fiumi di milioni, discariche ferme da 20 anni

Il 13 febbraio 2026 l’assessore all’Ambiente del Comune di Battipaglia, Pietro Cerullo, si presenta sul sito di Castelluccio insieme ai tecnici della Regione Campania (nella foto in alto a destra). Un sopralluogo operativo, l’ennesimo di una lunga serie, che dovrebbe rappresentare l’ultimo passaggio prima della pubblicazione del bando di gara per la bonifica dell’area. Valore stimato: circa 17 milioni di euro. Sul campo, però, il paesaggio resta quello di sempre: rifiuti stoccati, degrado ambientale, un’area che da anni attende di essere liberata.

Castelluccio è uno dei simboli della partita delle bonifiche in Campania: milioni stanziati, iter amministrativi avviati, ma tempi che si dilatano. Il progetto prevede la rimozione completa dei rifiuti solidi urbani, il conferimento in impianti autorizzati e la messa in sicurezza del sito. Ma tra programmazione e cantieri reali si apre spesso un vuoto che dura anni. Nel frattempo, il territorio resta esposto a rischi ambientali e a vincoli che ne bloccano la riqualificazione.

Il quadro si inserisce in una strategia regionale più ampia. Negli ultimi anni, la Campania ha intercettato risorse europee e nazionali per la bonifica di discariche e siti contaminati, in particolare attraverso il PNRR per i cosiddetti “siti orfani” e tramite fondi di coesione per la gestione degli stoccaggi provvisori. Sulla carta, la disponibilità finanziaria non manca. A mancare, spesso, è la rapidità di esecuzione: tra delibere, progettazioni, autorizzazioni e gare, l’avvio dei lavori slitta.

Anche a Battipaglia il caso Castelluccio non è isolato. Il sito di Buccoli, inserito in lotti di intervento provinciali, è ancora fermo alle fasi preliminari di caratterizzazione ambientale. Analisi, studi, rilievi tecnici: passaggi necessari, ma invisibili per una comunità che da anni chiede la rimozione fisica dei rifiuti e il recupero delle aree compromesse.

La regia degli interventi resta nelle mani della Regione, che finanzia e bandisce le gare. Al Comune spetta il ruolo di pressione istituzionale e di presidio del territorio. Un equilibrio che spesso si traduce in un rimpallo di responsabilità: i cittadini chiedono risposte al livello locale, mentre le scelte operative dipendono dai tempi della macchina regionale.

La cronaca sui finanziamenti per le bonifiche in Campania racconta così una contraddizione strutturale: le risorse ci sono, i siti restano. Il sopralluogo di Castelluccio segna un passaggio chiave, ma il vero banco di prova sarà uno solo: vedere partire i cantieri. Perché, finché le bonifiche restano nei documenti, le discariche continuano a pesare sulla vita quotidiana dei territori.

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