Il 13 febbraio 2026 l’assessore all’Ambiente del Comune di Battipaglia, Pietro Cerullo, si presenta sul sito di Castelluccio insieme ai tecnici della Regione Campania (nella foto in alto a destra). Un sopralluogo operativo, l’ennesimo di una lunga serie, che dovrebbe rappresentare l’ultimo passaggio prima della pubblicazione del bando di gara per la bonifica dell’area. Valore stimato: circa 17 milioni di euro. Sul campo, però, il paesaggio resta quello di sempre: rifiuti stoccati, degrado ambientale, un’area che da anni attende di essere liberata.
Castelluccio è uno dei simboli della partita delle bonifiche in Campania: milioni stanziati, iter amministrativi avviati, ma tempi che si dilatano. Il progetto prevede la rimozione completa dei rifiuti solidi urbani, il conferimento in impianti autorizzati e la messa in sicurezza del sito. Ma tra programmazione e cantieri reali si apre spesso un vuoto che dura anni. Nel frattempo, il territorio resta esposto a rischi ambientali e a vincoli che ne bloccano la riqualificazione.
Il quadro si inserisce in una strategia regionale più ampia. Negli ultimi anni, la Campania ha intercettato risorse europee e nazionali per la bonifica di discariche e siti contaminati, in particolare attraverso il PNRR per i cosiddetti “siti orfani” e tramite fondi di coesione per la gestione degli stoccaggi provvisori. Sulla carta, la disponibilità finanziaria non manca. A mancare, spesso, è la rapidità di esecuzione: tra delibere, progettazioni, autorizzazioni e gare, l’avvio dei lavori slitta.
Anche a Battipaglia il caso Castelluccio non è isolato. Il sito di Buccoli, inserito in lotti di intervento provinciali, è ancora fermo alle fasi preliminari di caratterizzazione ambientale. Analisi, studi, rilievi tecnici: passaggi necessari, ma invisibili per una comunità che da anni chiede la rimozione fisica dei rifiuti e il recupero delle aree compromesse.
La regia degli interventi resta nelle mani della Regione, che finanzia e bandisce le gare. Al Comune spetta il ruolo di pressione istituzionale e di presidio del territorio. Un equilibrio che spesso si traduce in un rimpallo di responsabilità: i cittadini chiedono risposte al livello locale, mentre le scelte operative dipendono dai tempi della macchina regionale.
La cronaca sui finanziamenti per le bonifiche in Campania racconta così una contraddizione strutturale: le risorse ci sono, i siti restano. Il sopralluogo di Castelluccio segna un passaggio chiave, ma il vero banco di prova sarà uno solo: vedere partire i cantieri. Perché, finché le bonifiche restano nei documenti, le discariche continuano a pesare sulla vita quotidiana dei territori.









