Battipaglia, stretta del Comune contro il favismo: vietata la coltivazione di fave in ampie zone urbane

Battipaglia. Nuova ordinanza sindacale per la tutela della salute pubblica, con particolare attenzione ai cittadini affetti da favismo. Il provvedimento, firmato dalla sindaca Cecilia Francese ai sensi dell’art. 50 del D.Lgs. 267/2000, introduce misure rigorose per prevenire crisi emolitiche nei soggetti con deficit di G6PDH. Il favismo, patologia genetica legata a un’alterazione dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi, può provocare gravi reazioni anche in seguito alla semplice esposizione a fave e piselli, non solo tramite ingestione ma anche attraverso odori o pollini. Per questo motivo, l’ordinanza stabilisce il divieto assoluto di coltivazione di fave e piselli in diverse aree urbane, tra cui quartieri centrali e zone densamente frequentate come Taverna delle Rose, Belvedere e Serroni basso. Il divieto si estende inoltre entro un raggio di 300 metri da luoghi sensibili, tra cui scuole, ospedali, luoghi di culto, impianti sportivi e uffici pubblici. Nelle aree non soggette a restrizioni, la coltivazione sarà comunque consentita solo previa segnalazione con appositi cartelli informativi. Particolare attenzione è rivolta anche alle attività commerciali: la vendita di fave e piselli freschi dovrà avvenire esclusivamente in confezioni chiuse, mentre negozi e ristoranti saranno obbligati a esporre avvisi ben visibili per informare i cittadini a rischio. Le coltivazioni già esistenti nelle zone vietate dovranno essere eliminate entro cinque giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza. In caso di mancato rispetto, sono previste sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, conseguenze penali.

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