Oggi Battipaglia festeggia il suo 97° anniversario, ricordando il 28 marzo 1929, giorno in cui ottenne l’autonomia comunale. La città moderna nasce a metà dell’Ottocento come esperimento sociale e agricolo. A seguito del violento terremoto del 1857, il Re Ferdinando II di Borbone affidò al Barone Giacomo Savarese il compito di bonificare la Piana del Sele. Savarese ideò la Colonia Agricola di Battipaglia, progettando la costruzione delle cosiddette “comprese”: unità abitative destinate alle famiglie dei coloni, integrate con stalle e terreni da coltivare. Sebbene gli eventi rivoluzionari del 1860 abbiano interrotto parte dei lavori, l’impianto urbano delle comprese pose il primo tassello dell’identità cittadina. Per decenni Battipaglia rimase una frazione di Eboli e Montecorvino Rovella, ma la sua crescita demografica e l’importanza strategica resero necessaria l’autonomia. Grazie all’impulso di Alfonso Menna, dirigente degli affari generali del Comune di Salerno e considerato il “papà” di Battipaglia, si giunse alla svolta. Il Regio Decreto n. 623 del 28 marzo 1929 istituì ufficialmente il Comune di Battipaglia. Dopo le devastazioni del 1943 e la caduta del fascismo, la città dovette ricostruire non solo gli edifici, ma anche le proprie istituzioni democratiche. Nel 1945, con la fine della guerra, si insediò il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) locale per gestire l’emergenza. Il governo nominò inizialmente l’industriale Primo Baratta come commissario comunale, affiancato da esponenti dei partiti antifascisti. In questo clima di rinnovamento, la guida della città passò alle prime giunte espresse dai partiti di massa. Tra i protagonisti di questa stagione spicca la figura di Renato Moncharmont, ricordato come il primo sindaco comunista di Battipaglia, espressione di quella coalizione social-comunista che avrebbe segnato la politica cittadina fino ai drammatici anni ’50. Nonostante la distruzione dei bombardamenti del 1943, Battipaglia reagì con rapidità. Tra il 1951 e il 1960 la città visse un’esplosione demografica senza precedenti, diventando nel 1960 un nodo strategico per lo sviluppo industriale. Alle industrie di trasformazione agricola si affiancarono settori siderurgici ed elettrici, consolidando il ruolo della città come centro nevralgico della regione. La storia cittadina è passata anche per momenti di profonda inquietudine e tensione sociale: Il Mistero Rago (1953): La sparizione dell’allora sindaco Lorenzo Rago, mai ritrovato, rimane una ferita aperta e un enigma legato, secondo alcuni storici, alla criminalità locale. La Tragedia Ferroviaria (1967): Un deragliamento causato da una mandria di bufali sulla linea tirrenica costò la vita a 12 persone. I Fatti di Battipaglia (1969): La protesta contro la chiusura di due grandi fabbriche sfociò in scontri drammatici che causarono due morti e duecento feriti, portando però, come estrema conseguenza, alla riapertura degli stabilimenti. Gli ultimi 45 anni della storia cittadina hanno visto prima una crescita generalizzata tanto da piazzare Battipaglia al vertice nazionale riconoscendola tra i 100 Comuni più virtuosi d’Italia. Purtroppo, poi negli ultimi anni con le svariate crisi economiche e amministrative hanno fatto arretrare Battipaglia notevolmente perdendo quel primato. Ad ogni modo, ci prepariamo fra tre anni a festeggiare i primo 100 anni di nascita del Comune: Auguri alla nostra città!!!









