Battipaglia. Nel Salotto di Palazzo di Città è stato presentato il libro di Massimo Iervolino dal titolo “Il Contagio”. Un’analisi dai tempi di Lucky Luciano alle stragi di Capaci e via D’Amelio su come l’eroina ha cambiato per sempre la Mafia. La sostanza stupefacente che ha rappresentato una piaga mortale spezzando parte di un’intera generazione fra la fine degli anni ‘70 e i ‘90. Dagli esordi separatisti nell’epoca tardo ottocentesca, la mafia passa dall’essere radicata nel mondo contadino e alla terra a muovere i passi verso la gestione dei vuoti di potere lasciati dallo Stato, imponendosi in alcune aree come vero e proprio parastato. L’emigrazione dei meridionali negli Stati Uniti e il loro ritorno, la figura di Lucky Luciano e l’espandersi di un sistema che cresce e si struttura. Iervolino descrive i nodi fondamentali di una fitta trama tra avvenimenti storici, personaggi politici, criminali, l’ascesa dei Corleonesi e il Maxiprocesso, arrivando alla svolta impressa dall’ingresso del traffico di eroina sulla scena che fa crescere a livello esponenziale la capacità economica dell’organizzazione. Nel colloquio con la giornalista de Il Mattino Laura Naimoli, non sono mancati riferimenti che hanno toccato la deriva terroristica della criminalità organizzata, gli omicidi dei magistrati Falcone e Borsellino, la conseguente reazione della società civile e dello Stato. Sono proprio la stagione stragista e l’omicidio dei giudici ad essere il culmine di questa parabola che sembrava inarrestabile anche sul piano della penetrazione sociale e politica. Oggi la mafia è meno visibile o riconoscibile, meno presente sulla piazza, ma altrettanto virulenta e influente. A margine dell’incontro, non sono mancate le sollecitazioni dal pubblico come una domanda rivolta a Iervolino sui mandanti occulti della mafia, teoria nei confronti della quale l’autore ha espresso perplessità per la natura di forte indipendenza d’azione e decisione di capi come Riina o Messina Denaro. Un altro interrogativo l’ha posto la stessa Naimoli in merito alla capacità della legalizzazione delle droghe nell’abbattere la forza delle cosche. Iervolino ha affermato di essere d’accordo con questa metodica, sebbene abbia individuato nel bigottismo generale di tanti politici italiani il principale ostacolo alla sua realizzazione. Un incontro che ha appassionato i presenti nonostante la complessità delle prospettive che, spesso, non viene mai debitamente affrontata, soprattutto nei dibattiti pubblici e televisivi.











