BATTIPAGLIA – Quella che doveva essere l’inaugurazione del nuovo polo culturale di via Gramsci si è trasformata in uno scontro sociale, politico e culturale senza precedenti. La Giunta Comunale guidata dalla Sindaca Cecilia Francese, con la deliberazione n. 163 del 24 luglio 2026, ha approvato l’intitolazione della nuova biblioteca a Tina Anselmi, la “Partigiana Gabriella”. La decisione, basata sul verbale n. 4 della Commissione Toponomastica del 9 luglio, ha spaccato in due la città e ha innescato una durissima battaglia istituzionale. A far discutere non è solo il merito della scelta, ma anche la legittimità formale dell’atto. La scelta della Commissione Toponomastica e dell’Esecutivo Francese scavalca a piè pari l’orientamento di metà dell’assise municipale. Ben 12 consiglieri comunali su 24 (l’intera minoranza consiliare) avevano infatti depositato una mozione formale per chiedere che la biblioteca fosse dedicata alla memoria del Professor Italo Rocco. Rocco, storico docente, preside, poeta e fondatore della prestigiosa rivista letteraria Sìlarus, ha dedicato oltre mezzo secolo alla crescita educativa e civile di Battipaglia, formando intere generazioni di giovani. Il dibattito all’interno della stessa Commissione è stato infuocato: l’orientamento iniziale della Giunta verteva sulla scrittrice Matilde Serao. Successivamente, sotto l’impulso degli ex sindaci Enrico Garofalo e Gennaro Barlotti, il focus si è spostato sulla Anselmi. Nel mezzo, la stessa Sindaca Francese aveva persino ipotizzato una via alternativa indicando il Prof. Antonio Cestaro nel caso si fosse tornati su una figura maschile. Mentre l’amministrazione procedeva a tappe forzate con i pareri dei dirigenti, nelle piazze della città è esploso il dissenso. Un comitato spontaneo di cittadini ha avviato una massiccia petizione popolare che sta raccogliendo migliaia di adesioni. La contestazione dei residenti non mette in dubbio il profilo illustre della Anselmi – prima donna ministro della Repubblica e figura simbolo della Resistenza – ma contesta la totale mancanza di radicamento nel territorio battipagliese. La cittadinanza si sente “scavalcata e non ascoltata” da una decisione calata dall’alto, che ignora l’identità e la storia locale a favore di una logica puramente geopolitica e slegata dalle radici della Piana del Sele. La battaglia si sposta ora sul piano legale e della regolarità burocratica. Nei prossimi giorni, il faldone con le migliaia di firme dei cittadini e un dettagliato esposto politico saranno trasmessi ufficialmente al Prefetto di Salerno e al Ministro dell’Interno. L’obiettivo è spingere gli organi di controllo a valutare con estrema attenzione la legittimità dell’iter amministrativo e l’evidente scollamento tra la volontà dei cittadini e l’azione unilaterale della Giunta Francese. La toponomastica locale richiede infatti il nulla osta della Prefettura per essere efficace: il fronte del “No ad Anselmi” punta a congelare la targa e a restituire la biblioteca alla sua comunità.










