Smantellata rete di droga e iPhone in carcere. Richieste pene esemplari per i primi tre imputati: coinvolto anche un battipagliese

Si avvicina il verdetto per tre dei sedici imputati coinvolti nell’inchiesta che, lo scorso gennaio, ha smantellato un’organizzazione criminale attiva nel traffico di droga e nella vendita di smartphone, prevalentemente iPhone, sia all’interno che all’esterno del carcere di Fuorni. Le zone più coinvolte sono state Battipaglia, Bellizzi e Montecorvino Pugliano. Ieri mattina, davanti al giudice Annamaria Ferraiolo, il pubblico ministero ha chiesto condanne pesanti per i tre imputati processati con rito abbreviato. Per Amedeo Avallone, classe ’89, sono stati richiesti 11 anni e 4 mesi di carcere. Gerarda Paradiso, del 2000, rischia invece una condanna di 6 anni e 8 mesi. Per Arcangelo Buontempo, 39enne di Angri, la richiesta è di 5 anni e 11 mesi. Gli altri imputati affronteranno il rito ordinario, con il processo che vedrà le arringhe finali a fine ottobre. L’inchiesta ha messo in luce la rete gestita da Guglielmo Di Martino, originario di Bellizzi, con l’aggravante di avere coinvolto anche una guardia penitenziaria, il battipagliese Francesco Giugliano, accusato di complicità. Tra i reati contestati: associazione a delinquere, traffico di droga, accesso illecito di telefoni in carcere e tentata estorsione.

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