In un mondo dove tutto corre veloce, in cui si vive – o sopravvive – in maniera frenetica, in cui sembra obbligatorio puntare lo sguardo solamente verso i grandi centri urbani, c’è ancora chi decide di concentrarsi sulla “propria” piccola realtà, nello specifico Bellosguardo, paese di circa 700 abitanti della provincia di Salerno.
Le profonde radici bellosguardesi di Domenico Pierro, Antonio Prinzo, Daniele Croce e Gerardo Alessio, e la preziosa collaborazione dell’amministrazione comunale e del sindaco Giuseppe Parente, hanno fatto sì, infatti, che lo storico Palazzo De Philippis, patrimonio della comunità, riprendesse vita.
Si parla di una struttura che, per svariati anni, è stata la dimora estiva della famiglia di una figura di spicco di Bellosguardo: Alessandro De Philippis. A lui va il merito di aver avviato importanti studi sugli aspetti botanici e forestali del salernitano e, in particolare, sulla flora del Monte Alburni. Il Prof. De Philippis, inoltre, ricoprì numerosi incarichi in Commissioni e Comitati scientifici e tecnici a carattere nazionale e internazionale.
Il palazzo in questione è stato donato al Comune di Bellosguardo dagli eredi del suddetto De Philippis e nel 2014 è stato ristrutturato dall’amministrazione comunale, guidata proprio da Giuseppe Parente, nell’ambito del Programma di Azione e Coesione Complementare al PON Cultura e Sviluppo (FESR) 2014 – 2020 Piano Operativo Cultura e Turismo (FSC) 2014-2020, che punta principalmente sull’identità come elemento rafforzativo ed attrattivo del borgo. Grazie a questi fondi il Palazzo è stato reso agibile e ristrutturato completamente nella sua parte strutturale (fondamenta, solai e soffitto) ed è stato ultimato il piano terra destinato alla riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale del borgo.
Nel 2023, invece, il primo piano è stato messo al bando per un’attività commerciale ed è qui che sono scesi in campo Domenico Pierro, Antonio Prinzo, Daniele Croce e Gerardo Alessio. I quattro ragazzi, infatti, hanno deciso di investire tempo e risorse su un progetto ambizioso e non di semplice realizzazione. Basti pensare, infatti, che Bellosguardo si trova su di una collina a circa 600 metri di altitudine e le strade per raggiungerlo non sono di certo le più semplici da percorrere.
“Si parla di un progetto – afferma Domenico Pierro – che ha l’obiettivo di dare voce al territorio interno un cui viviamo, valorizzandone i prodotti agroalimentari, i beni paesaggistici, culturali e ambientali. Vuole essere un luogo di riferimento, un nodo strutturale, che ci consente di costruire insieme un percorso turistico ed enogastronomico dell’intero territorio alburnino e oltre. Tutto ciò vuole essere una possibilità di ricrescita territoriale che dà voce alla microeconomia interna, sempre più segnata dallo spopolamento delle aree disagiate del parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni”.
Pierro, infine, conclude evidenziando la fondamentale importanza del “fare squadra”, passaggio che si è rivelato cruciale anche nella rivalutazione di Palazzo de Philippis: “Il nostro punto di forza dovrebbe essere il networking: associazioni, amministrazioni e attività private dovrebbero lavorare tutte insieme perché, come diceva un vecchio detto, l’unione fa la forza”.
Tale vicenda rappresenta l’esempio lampante di come sia possibile far brillare ancora una volta quei territori troppo spesso dimenticati, che rischiano di svuotarsi nonostante abbiano ancora molto da offrire, raccontare, trasmettere. Fortunatamente, però, com’è stato possibile constatare, c’è ancora chi vive questi posti – e il Cilento ne è ricco – come una risorsa preziosa da mantenere viva e in cui respirare un tempo che pare scorrere in maniera diversa, quasi più lenta e autentica.
Articolo di Antonio iovino









