Battipaglia. L’appello di Cennamo (Azione) sulla nomina degli scrutatori: “Si torni al sorteggio, scelti sempre gli stessi”

BATTIPAGLIA – Sulle modalità di selezione degli scrutatori per le prossime competizioni elettorali si accende il dibattito politico. Al centro della polemica c’è la prassi della nomina diretta, un meccanismo previsto dalla legge ma che, secondo Vincenzo Cennamo del partito Azione, rischia di minare l’equità e la trasparenza del processo democratico. L’analisi dei dati relativi al secondo mandato della Sindaca Cecilia Francese rivela una statistica che fa discutere: nelle sei tornate elettorali avvenute sotto la sua amministrazione, si è registrata una ripetitività sistematica dei nomi impegnati nei seggi. Secondo quanto riportato da Cennamo, oltre 100 scrutatori sono stati chiamati a prestare servizio almeno 3 volte, mentre una decina di cittadini è stata presente in tutte e sei le occasioni. Numeri che non sarebbero frutto del caso, ma della scelta discrezionale della Commissione Elettorale Comunale, che per legge può nominare gli scrutatori anziché sorteggiarli. Sebbene la nomina sia legittima, Cennamo la definisce una pratica “ambigua e oscura”. Il rischio evidenziato è che il sistema finisca per favorire sempre gli stessi soggetti, creando un circuito chiuso che esclude la maggior parte degli iscritti all’albo. L’appello lanciato da Azione è quello di un netto cambio di rotta per le prossime elezioni: tornare al sorteggio, almeno per una quota degli scrutatori. L’obiettivo non è solo la trasparenza, ma anche il sostegno sociale. Cennamo suggerisce infatti di dare priorità ai cittadini in difficoltà, per i quali il compenso previsto per l’impegno al seggio – seppur esiguo – rappresenterebbe un aiuto concreto e molto più utile rispetto a chi gode già di una stabilità economica.

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