BATTIPAGLIA – Doveva essere il grande mozzo dell’intermodalità gomma-ferro, il motore dello sviluppo dei trasporti e il simbolo del rilancio urbano della città. Oggi, l’area del programma integrato urbano “Più Europa”, ridosso della stazione ferroviaria, si è trasformata in un monumento allo spreco di denaro pubblico e in una vera e propria emergenza igienico-sanitaria a cielo aperto. Le immagini scattate sul posto restituiscono lo spaccato di un totale abbandono sociale ed estetico. Come visibile nel reportage fotografico , fette consistenti dello scalo e delle strutture incompiute sono diventate giacigli di fortuna. Tra le sterpaglie secche e i muri imbrattati da graffiti spuntano materassi logori appoggiati ai pilastri di cemento, reti metalliche divelte, cuscini, lenzuola e coperte stese a ridosso delle recinzioni ferroviarie. Un “allestimento” permanente della disperazione in cui donne e uomini dormono quotidianamente. A peggiorare il quadro è la diffusa sporcizia: cumuli di bottiglie di vetro abbandonate, sacchetti di plastica pieni di rifiuti, indumenti bruciati e residui di piccoli roghi alimentati tra i porticati dell’opera mai completata. I residenti segnalano una costante proliferazione di insetti e parassiti, con rischi epidemiologici e sanitari pesantissimi per l’intera area circostante. Una bomba ecologica che, durante le ore notturne, sprofonda nell’oscurità più totale a causa del prolungato blackout di diversi pali dell’illuminazione pubblica, incrementando la percezione di insicurezza e favorendo fenomeni di microcriminalità e bivacco. L’aspetto più paradossale della vicenda risiede nelle cifre. Il piano “Più Europa” prevedeva un investimento complessivo stimato in 37 milioni e 900 mila euro, finanziato per 17 milioni dai fondi europei POR FESR, circa 13 milioni da capitali privati e la restante parte da stanziamenti pubblici. L’ambizioso progetto – che includeva un terminal bus con parcheggio interrato, un sovrappasso di collegamento e un nuovo fabbricato viaggiatori – è rimasto in gran parte sulla carta. L’unica opera effettivamente completata e funzionante risulta essere il parcheggio in piazza ferrovia. A bloccare il completamento delle infrastrutture è un durissimo scontro giudiziario davanti al Tribunale delle Imprese di Napoli tra il Comune di Battipaglia e la società concessionaria originaria. Mentre i giudici tentano di districare la matassa legale, i costi indiretti continuano a ricadere sulla collettività. Di recente, palazzo di città ha dovuto investire circa 200.000 euro di fondi comunali in interventi straordinari di pulizia, diserbo e messa in sicurezza dell’area, nel disperato tentativo di arginare l’avanzata del degrado. Nonostante le quotidiane segnalazioni inviate agli uffici competenti dai comitati di quartiere e dai residenti esasperati, ad oggi non si intravede alcuna soluzione sostanziale. Quello che doveva essere il volano strutturale di Battipaglia resta, per ora, solo una ferita urbana visibile a chiunque scenda dal treno.











