Ultimi giorni di campagna elettorale. Da un lato la fatica di settimane che, per qualsiasi candidato, non possono che essere state intense. Dall’altra il desiderio di mettere a fuoco le ultime proposte politiche da sottoporre al giudizio degli elettori. Mino Pignata, capolista della Lista Insieme al collegio plurinominale per il Senato, ha annunciato che dedicherà questa coda di campagna ai temi della sanità: “sono medico e sindaco di Oliveto Citra, paese che ospita un ospedale non grande ma efficiente. So bene, perciò, quanto la presenza di un servizio sanitario possa essere importante per un Comunità; e quanto sia necessario lottare per il mantenimento delle strutture sui territori”. Quello di Oliveto Citra è fra i tanti ospedali italiani sui quali, per un lungo periodo, è gravato il rischio di chiusura. Un’ipotesi, divenuta oggi meno allarmante, vissuta come una sfida dagli amministratori del Sele-Tanagro. A parere di Pignata “limitarsi alla sola protesta avrebbe rischiato di essere un autogol. Bisognava metterci un pizzico d’inventiva”. Così nel 2013, per iniziativa di nove Comuni dell’area, nasce la Fondazione San Francesco d’Assisi. Unica finalità, quella di tutelare e valorizzare l’ospedale di Oliveto Citra. Ad assumerne fin dall’inizio la presidenza è lo stesso Pignata, che sottolinea come il primo atto formale abbia riguardato la stipula di un protocollo d’intesa con l’ASL Salerno: “in questo modo abbiamo ricevuto quel riconoscimento formale che era indispensabile per poter dare avvio alle attività”. La Fondazione ha così potuto cominciare a fornire al presidio ospedaliero le risorse umane e professionali necessarie a integrare il personale interno, calato di numero a causa dei processi di ridimensionamento. “Siamo partiti – spiega Pignata – con la selezione e la formazione di trenta operatori sanitari volontari, che ancora oggi svolgono in prevalenza il loro servizio a Medicina interna. Per evitare qualsiasi possibile confusione con gli infermieri, indossano un camice di colore giallo; quando è necessario possono anche sopperire carenze in altri reparti”. Negli anni successivi, la Fondazione è riuscita a dotare l’ospedale di un biotecnologo, professionalità necessaria al laboratorio di analisi e, grazie a borse di studio assegnate con bando pubblico, è stata resa possibile l’entrata in servizio di un cardiologo e di un radiologo. Va detto che parte delle entrate necessarie vengono da una precisa scelta politica operata da Pignata e dagli assessori del Comune di Oliveto: devolvere, per intere e fin dal primo giorno di mandato, le indennità mensili di carica. Per il futuro l’obiettivo, certo ambizioso, è quello dell’apertura di un reparto di lungodegenza per malati cronici anziani o non autosufficienti. Una struttura con otto posti letto, alla quale la Fondazione garantirà la gestione dell’intero carico assistenziale. Per Pignata “il lavoro della Fondazione San Francesco d’Assisi è il segno di come, auto-organizzandosi, le piccole Comunità delle aree interne possano incidere positivamente sul mantenimento dei servizi sul territorio. Una bella esperienza-pilota che dovrà rafforzarsi, ma anche divenire modello da replicare in contesti analoghi”. In vista di questi obiettivi, l’impegno di Pignata è quello di giungere alla presentazione di un disegno di legge “sul quale – ci tiene ad aggiungere – mi stanno dando una mano medici, dirigenti sanitari ed esperti di management sanitario”. Al centro del provvedimento, l’idea di offrire una particolare forma di riconoscimento giuridico alle Fondazioni promosse da enti locali che abbiano come finalità unica o prevalente quella di valorizzare ospedali pubblici localizzati in aree interne e rurali soggette a calo demografico. Tale riconoscimento, accompagnato da una precisa determinazione dei criteri inerenti la qualità delle prestazioni socio-sanitarie offerte, renderà più semplice il raccordo con il sistema sanitario, incoraggiando lo sviluppo di quelle che il testo del DDL definisce “fondazioni territoriali per la salute”.








