Salerno. Il vecchio acquedotto medioevale tra leggende e realtà

Uno dei monumenti simbolo della città di Salerno è senza dubbio l’acquedotto medioevale, più noto agli abitanti del capoluogo come “archi dei diavoli”. L’opera ha bisogno di essere valorizzata e fortificata nel suo aspetto originario : per tale finalità la Giunta Comunale con il primo cittadino Vincenzo Napoli, l’assessore all’urbanistica e mobilità Domenico De Maio e la collega alle attività culturali Antonia Willburger ha raggiunto un’intesa con la Sovraintendenza alle Antichità ed alle Belle Arti della nostra provincia e l’Università degli Studi di Salerno per uno studio di fattibilità specifico, che sarà formalizzato ufficialmente nell’entrante settimana. L’onere per la messa in sicurezza del sito sarà affrontato con risorse attinte al bilancio comunale. L’imponente struttura composta da archi e pilastri sarebbe, secondo un’antica leggenda, la conseguenza di un patto stipulato tra l’alchimista Pietro Barlario ed, appunto il diavolo. Barlario aveva stretto amicizia con il Maligno che gli aveva donato il potere di seduzione delle donne salernitane più belle, ma si crucciava per le carenze idriche della città, per cui si rivolse ancora una volta al Diavolo, che lo aiutò nella realizzazione dell’imponente opera terminata in una sola notte. Il Diavolo in contropartita ottenne tutte le anime delle persone che dopo il tramonto e sino all’alba del giorno successivo transitava sotto la serie di archi. Per secoli la zona era evitata, quindi, nelle ore notturne.


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