Eitan: il nonno agli arresti domiciliari, il piccolo si trova vicino Tel Aviv

La polizia israeliana ha interrogato Shmuel Peleg, nonno di Eitan Biran, riguardo le accuse di aver “rapito il nipote e portato in Israele”. Lo ha fatto sapere la polizia stessa aggiungendo che dopo l’interrogatorio Peleg è stato posto agli arresti domiciliari fino a venerdì. Inoltre il piccolo Eitan è a casa del nonno Shmuel Peleg a Petah Tikva, non lontano da Tel Aviv. Lo riportano i media israeliani. Non si hanno al momento altre notizie. Shmuel è stato interrogato dalla polizia ieri pomeriggio e posto agli arresti domiciliari fino a venerdì. Inoltre gli è stato trattenuto il passaporto. Aya Biran – la zia paterna di Eitan di cui esercita la tutela – ha presentato al Tribunale per le questioni familiari di Tel Aviv la richiesta di far rientrare il piccolo in Italia sulla base della Convenzione dell’Aja. La notizia della presentazione al Tribunale di Tel Aviv dell’istanza per il rientro di Eitan in Italia è stata confermata da Or Nirko, marito di Aya Biran, l’affidataria della tutela di Eitan. A quanto si è saputo, l’istanza è stata avanzata in base all’art.29 della Convezione dell’Aja che, tra le altre norme, consente al titolare del diritto di affido di “rivolgersi direttamente al competente tribunale per chiedere il rientro del minore sottratto, anche senza l’intermediazione delle autorità centrali”. Anche Etty Peleg, ex moglie di Shmuel Peleg e nonna materna del piccolo Eitan, è indagata per il sequestro del bambino di 6 anni. La nonna materna del piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone del 23 maggio, sarebbe stata in Italia assieme all’ex marito almeno nei giorni precedenti al presunto rapimento. Il ruolo della donna, dunque, nell’inchiesta della Procura di Pavia per sequestro di persona (aggravato dal fatto che la vittima è un minorenne), è da verificare.

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