lunedì, Giugno 27, 2022

Dibattito sulla De Amicis. Nicola Vitolo: l’identità di una comunità va salvaguardata

Gli edifici, le piazze, le fontane … ogni cosa ci raccontano la storia del luogo in cui abitiamo. Una storia che ha contribuito a creare il carattere della nostra città e dei suoi abitanti. D’altronde stiamo discutendo dell’identità collettiva che ha un ruolo incisivo anche sui processi di crescita dei singoli, che sono parte di  una comunità. Il paesaggio, con i suoi segni tangibili, tracce, contribuisce a formare e a rafforzare l’identità dei suoi abitanti sin dalla tenera età. Quando infatti il bambino, seduto su una panchina del centro mentre mangia il gelato, chiede alla nonna cos’è l’edificio che ha davanti agli occhi, si innesca quella trasmissione intergenerazionale del sapere che inizia a dare al giovane cittadino le coordinate per orientarsi nel racconto identitario. I luoghi iniziano a parlare, a rappresentare cioè stimoli che rafforzano la sua identità e il suo senso di appartenenza alla comunità. Come può immaginare lo spirito di intraprendenza che caratterizza la cultura comunale, dove essere cittadini significava autodeterminare il proprio futuro? Proprio in questa sordità ai richiami dei luoghi i docenti (genitori, insegnanti, educatori in generale, anche sportivi) possono trovare una risorsa inestimabile per aiutare gli studenti (piccoli cittadini) a condividere un patrimonio identitario che li aiuterà a sentirsi parte della comunità di cui fanno parte. Gli elementi tangibili del paesaggio, che sia urbano [Le Comprese, La De Amicis, Palazzo Guarino, il già Palazzo Del Prete, CineTeatro Garofalo, tabacchificio Farina, ecc.] o agreste [Le Masserie Farina, La Morella, Torre dei Mussi, Casoni Doria ecc. ] non ha alcuna importanza, diventeranno amici con cui dialogare; che ciò avvenga in modo conscio o inconscio è ininfluente: essi aiuteranno i cittadini a non sentirsi soli, a sentirsi parte di una comunità. La condivisione aiuta a sentirsi parte del gruppo, ed è importante costruire il senso di appartenenza al gruppo, alla collettività cittadina, semplicemente alla comunità. Mi spaventa che “battipagliesi”, anche di “cultura”, non percepiscono fino in fondo i concetti di comunità, di appartenenza, di architettura minore, di paesaggio urbano consolidato ecc.

Architetto Nicola Vitolo 


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