martedì, Agosto 16, 2022

Campania. La denucia dei centri di riabilitazione. Gambardella (AISIC): bloccati dalla malaburocrazia

Le Associazioni rappresentative della Macroarea Assistenza Riabilitativa (ex art. 26), Sociosanitaria e Fisiokinesiterapica DENUNCIANO la condizione di estrema difficoltà in cui versano le strutture che hanno aderito al Decreto Dirigenziale n. 83 dell’aprile del 2020 denomina denominato “La Campania riparte”. I servizi riabilitativi, sociosanitari e di fisioterapia accreditati della Campania sono stati i primi in Italia a ripristinare in maniera organica e strutturata i percorsi assistenziali, di sostegno e di cura a favore delle persone anziane e con disabilità e anche quando hanno dovuto adeguarsi all’ordinanza di chiusura del Presidente De Luca, hanno regolarmente corrisposto gli stipendi ai dipendenti e consulenti, evitando di ricorrere alla cassa integrazione. Queste strutture, a distanza di più di un anno, si sono viste revocare il contributo regionale, ricevuto per aver riaperto in sicurezza, già a partire dal mese di aprile 2020 e per aver corrisposto in maniera continuativa gli stipendi a tutti gli operatori. In sostituzione, la Regione Campania ha normato un’altra tipologia di contributo che, ad oggi, non è stato erogato. Addirittura ai Presidi di fisiochinesiterapia, aderenti al Decreto Regionale, la Regione non ha riconosciuto alcun contributo e non ha previsto nessuna misura compensativa, richiedendo la restituzione dell’intere somme legittimamente percepite a titolo di indennizzo. Le Associazioni denunciano la grave inadempienza delle AASSLL della Regione Campania nel rispettare tutte le procedure previste dalla successiva regolamentazione intervenuta che di fatto blocca l’operatività finanziaria dei Centri di Riabilitazione ex art. 26, dei Centri Diurni sociosanitari e dei Presidi di FKT, con grave danno non solo in termini finanziari ma anche in termini fiscali, con ricadute sui bilanci aziendali. Inutilmente e più volte le scriventi Associazioni hanno richiesto in Regione un incontro con gli stessi Funzionari regionali che avevano sottoscritto l’accordo “riparatorio” e successiva delibera attuativa (DGRC 531/21). Ma il silenzio è stato assordante! Le Associazioni di Categoria della riabilitazione sociosanitaria e della fisiochinesiterapia pretendono la giusta considerazione e la massima attenzione per un comparto affidato completamente agli erogatori accreditati che garantiscono con gli 11.000 addetti ai lavori altamente formati e specializzati le cure riabilitative, sociosanitarie e fisioterapiche, necessarie ai cittadini della Regione Campania. Richiediamo un netto, celere e soprattutto condiviso intervento della Regione Campania per correggere una condizione di “malaburocrazia” che ha determinato l’ingessamento delle AASSLL a causa dell’alternarsi delle mutevoli disposizioni regionali.

“E’ davvero una situazione grottesca dover richiedere attenzione per errori di mala burocrazia causati dalla Regione e dalle Asl – dichiara Antonio Gambardella presidente Associazione Imprese Sanitaria In Campania -, mentre i Centri di Riabilitazione, le strutture sociosanitarie e i presidi di fisioterapia accreditati, che hanno convintamente risposto in piena pandemia al Decreto “la Campania riparte” sono in evidente sofferenza attesa le richieste di recupero di somme che legittimamente abbiamo percepito”.

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