mercoledì, Febbraio 21, 2024

Battipaglia. Amarcord. Aurora Galdi, prima donna laureata nella città capofila della Piana del Sele (vedi foto)

Nel giovanissimo comune di Battipaglia, intorno al 1930, la stazione ferroviaria e lo snodo stradale erano tra la campagna ed il fiume Tusciano il cuore di un agglomerato che cresceva rapidamente. Capostazione in quell’epoca era Adolfo Galdi che con la moglie Lorenza ed un nugolo di figli; nel dare alla luce un’altra bimba Lorenza muore e la prole viene affidata alle premure della primogenita Aurora, che, coniugando un profondo senso di famiglia e l’amore per lo studio si iscrive, dopo la maturità, all’Università degli Studi “Federico II” di Napoli presso la quale, discutendo l’esame finale il 21 novembre 1938, consegue la laurea in materie letterarie. Dà così avvio alla sua attività educativa e didattica, prima donna laureata della Piana del Sele, forgiata negli anni che precedono il secondo conflitto mondiale allo spirito di sacrificio ed agli ideali della famiglia, della religione e del dovere sociale. A Battipaglia Aurora Galdi incontra Italo Rocco, che, abbandonando gli Alburni e la sua culla di Ottati, e con lei avvia un sodalizio familiare a cominciare dal matrimonio nella Basilica di Pompei celebrato il 13 giugno 1942. Si stabiliscono nel palazzo De Luna di via Mazzini dove si ha il primo fiocco rosa con l’arrivo di Maria Paola. Sopravvengono con il secondo conflitto mondiale giorni difficili con una serie di pesanti bombardamenti che finiscono per fare della nostra Battipaglia un cumulo di macerie. I giovani sposi Aurora ed Italo non si perdono di animo e si trasferiscono in un’abitazione del palazzo Turco in via Roma con la neonata. In un clima surreale di distruzione l’abitazione di via Roma diventa non una casa, ma un presidio di educazione ed istruzione essendo gli edifici scolastici della scuola elementare e dell’avviamento professionale andati distrutti. La più spaziosa delle stanze della casa di Aurora viene destinata ad una vera e propria aula con banchi recuperati alla meglio, una lavagna ed i gessetti con il cassino; da mattina a sera si succedevano i turni di lezione che partivano dalle scuole primarie fino a quelle superiori. Sulla porta di casa non vi era l’indicazione di coloro che abitavano ma una frase di Edmondo De Amicis: “Una casa senza libri è una casa senza dignità”. Non venne mai meno ai doveri di moglie attenta e generosa, di madre premurosa e saggia ed intere generazioni di alunni frequentarono la casa di donna Aurora per essere imbevuti di gocce di sapere ed istruzione. Non appena cominciò a riorganizzarsi la scuola pubblica, Aurora Galdi fu antesignana dell’affermazione del ruolo femminile, accettando ed insegnando presso l’Istituto Agrario ed il Liceo “Enrico Perito” di Eboli con sacrifici inenarrabili dovendo raggiungere la sede scolastica con mezzi di fortuna e lunghi tratti di strada a piedi. Chiude la sua carriera di docente presso la scuola media “Guglielmo Marconi” di Battipaglia, ma resta sino all’ultimo sospiro nel 2008 maestra di vita per un nugolo di nipoti. Schiva di cerimonie parlava con lo sguardo e con il cuore. Ha dedicato gli ultimi aneliti di vita ai cari più giovani con una memoria prodigiosa tanto da recitare il brano della morte di Cecilia dei “Promessi Sposi” ovvero i versi dedicati alla mamma: ”Se fossi pittore”. Il suo volto sereno resta nei cuori di tantissimi battipagliesi che la ricordano con struggente commozione.

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