Svolta nell’omicidio del giornalista Luigi Esposito: catturato il presunto assassino in un casolare abbandonato

SALERNO – C’è una svolta drammatica e decisiva nelle indagini sull’omicidio di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista pubblicista di 53 anni trovato senza vita nelle campagne di Eboli. Nella notte odierna, i Carabinieri hanno individuato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto il presunto responsabile dell’efferato crimine. L’indagato si nascondeva all’interno di un casolare abbandonato. La sua cattura è il risultato di una serrata attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica di Salerno e condotta sul campo dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno. L’operazione scattata nella notte ha visto l’impiego di reparti d’élite dell’Arma: i militari salernitani hanno infatti operato con il supporto tecnologico del Reparto Indagini Tecniche del ROS e con il supporto operativo dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia. La cattura del presunto killer aggiunge un tassello fondamentale a un giallo iniziato nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio 2026. Il corpo di Luigi Esposito – cronista sportivo molto noto nel Salernitano per le sue collaborazioni con La Città di Salerno, Otto Channel e per la direzione del sito Tuttosalernitana.com – era stato rinvenuto completamente carbonizzato in un terreno agricolo in località Cioffi, a Eboli, nei pressi di alcune serre. A lanciare l’allarme erano stati i Vigili del Fuoco, intervenuti per quello che sembrava un comune incendio di vegetazione. Una volta domate le fiamme, la macabra scoperta: tra i resti del rogo c’era il cadavere del giornalista, mentre la sua automobile è stata ritrovata intatta a circa cento metri di distanza. Se in un primo momento si era ipotizzato l’utilizzo di armi da fuoco, gli accertamenti medico-legali e la successiva autopsia disposta dalla Procura hanno ribaltato la dinamica, rivelando uno scenario ancora più cruento. I primi risultati dell’esame autoptico hanno stabilito che Esposito è deceduto per “asfissia meccanica violenta”. Il 53enne sarebbe stato prima vittima di una brutale aggressione fisica – che gli ha causato la rottura della clavicola, del bacino e di diverse costole – e successivamente strozzato. L’elemento più agghiacciante emerso dai test biologici è la presenza di fuliggine e fumo nei polmoni: il giornalista respirava ancora quando l’assassino ha appiccato il fuoco al corpo nel tentativo di distruggere le prove. Le indagini degli inquirenti si sono concentrate fin da subito sulla ricostruzione delle ultime ore di vita della vittima. Restano da chiarire i motivi che hanno spinto il giornalista, descritto da tutti come una persona estremamente prudente, a recarsi in piena notte in quella zona isolata e priva di telecamere. Un altro elemento al vaglio degli investigatori riguarda la sfera professionale: Esposito aveva accennato a colleghi e conoscenti di un suo impiego come dirigente presso l’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), circostanza che l’ente ha tuttavia smentito ufficialmente con una nota. Il fermo eseguito stanotte rappresenta il primo vero punto di svolta per fare piena luce sul movente e sulla dinamica esatta del delitto. Maggiori dettagli sull’identità del fermato e sugli elementi probatori raccolti verranno resi noti nella mattinata odierna tramite un comunicato ufficiale della Procura della Repubblica di Salerno.

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