Campania zona gialla: ecco le nuove regole

La Campania torna in zona gialla da lunedì 26 aprile. Lo prevedono le nuove ordinanze che il Ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia. Ecco cosa si potrà fare da lunedì:

Bar e ristoranti riapriranno al pubblico. Potranno però effettuare servizio all’aperto e con spazi che garantiscano il distanziamento. Resta il limite serale delle 22, poiché rimane in vigore il coprifuoco.  Riprendono le attività sportive di contatto, ma potranno essere svolte soltanto all’aperto.

 Via libera alle partite di calcetto e basket ma non potranno essere utilizzati gli spogliatoi. Prosegue invece la possibilità di effettuare attività fisica all’aperto, corsa o bicicletta ad esempio, ma sempre con garanzia di distanziamento. Dal 15 maggio, se dovessero esserci condizioni di garanzia, e sempre solo per le zone gialle, riapriranno le piscine all’aperto. E dal primo giugno anche le palestre.

 Prevista in zona gialla la riapertura di cinema, teatri, sale per i concerti e live club. I posti a sedere devono essere distanziati con almeno un metro e mezzo di spazio ed è obbligatoria la prenotazione. La capienza massima consentita è al 50% di quella totale con un limite di 500 spettatori al chiuso e mille all’aperto.

Rientro in classe anche per le scuole secondarie. La percentuale di studenti che potranno accedere alle lezioni in presenza varierà, a seconda delle esigenze degli istituti, tra il 70% e il 100%. Percentuale, rispetto alle regole stabilite dal governo, che cala in Campania. Una ordinanza della Regione permette ai presidi di ridurre al 50% la presenza in classe qualora non fossero garantiti distanziamento e sicurezza.

E’ consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.  Possibile raggiungere le seconde case anche fuori regione, ma solo se lo spostamento avviene tra zone bianche o gialle.

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