lunedì, Maggio 20, 2024

Gioco terrestre: un quadro poco incoraggiante a livello occupazionale. Puglia ottava regione in Italia per raccolta

L’industria del gioco terrestre in Italia sta affrontando una fase critica post-pandemia. Attualmente, la filiera del gioco terrestre vanta quasi 50 mila esercizi generalisti, più di 4.500 punti vendita specializzati e 35 mila esercizi con prodotti di monopolio. Tuttavia, proprio a causa delle norme che hanno colpito il settore, soprattutto durante il periodo pandemico, si è innescata una crisi difficile da gestire.

Ricordiamo che solo negli ultimi anni sono entrati in vigore norme quali la riduzione del payout, l’aumento della tassa sulle vincite, mentre nel 2021 fu anche aumentato l’aliquota del PREU. Tutto questo ha portato ad una netta discrepanza tra il gettito del settore terrestre e quell’online, penalizzando fortemente questo segmento della filiera del gioco.

Le differenze a livello fiscale si sono tradotte in numeri negativi rispetto al 2019, ovvero l’ultimo anno pre-pandemia. Secondo il report Percorso di Studio sul settore dei giochi in Italia, condotto dalla CGIA Mestre, rispetto al 2019 sono stati registrati quasi 6.000 esercizi in meno nei quali si possono trovare le AWP, che a loro volta sono calate di circa 13.000 unità sul territorio italiano.

Il settore delle AWP in Italia impiega circa 150.000 persone e opera con 11 concessionari e 51.169 esercenti, usando esclusivamente tecnologia italiana.  Tuttavia, è anche il più afflitto da normative restrittive e tassazioni elevate, con l’aliquota PREU che è cresciuta dal 13% nel 2015 al 24% nel 2021, riducendo la percentuale di vincita dal 74% al 65%. A questi costi bisogna aggiungere le imposte sui redditi relativi guadagni realizzati, con i livelli di tassazione ritenuti insostenibili dai principali attori di questo settore.

Anche le sale da gioco specializzate in cui si trovano le VLT sono in discesa. Nel 2022 ve ne sono 466 in meno (-9,5%), e si registra un calo di oltre 3.200 VLT (-5,6%). A questi dati negativi si aggiungono quelli relativi la raccolta. Nel 2022 si è registrato un -28%, con una perdita di circa 12,9 miliardi e lo stesso si può dire per le vincite che hanno visto un segno negativo del 31% (pari a 11,1 miliardi di euro) coerentemente alla riduzione del payout.

In tale contesto, la Puglia è l’ottava regione italiana per raccolta su rete fisica, con un considerevole incremento del 38% rispetto al 2021, dato in controtendenza rispetto all’andamento generale in Italia. Nel confronto tra il 2020 e il 2022 la raccolta è passata da 2.684,44 milioni a 4.118,71 milioni nel 2022, mentre la spesa è arrivata a 1.099,99 milioni da 743,36.

L’industria del gioco terrestre in Italia, nonostante rappresenti una componente significativa dell’economia nazionale e un impiego per circa 150.000 persone, si trova a dover affrontare una crisi importante. La situazione richiede un’attenzione urgente ed una strategia di intervento che possano riequilibrare le condizioni di mercato, rendendo il settore nuovamente competitivo e sostenibile. È fondamentale, quindi, che il governo intervenga con azioni concrete per una riforma legislativa che miri a una tassazione più equa e a normative che favoriscano un giusto equilibrio tra protezione del consumatore e sostenibilità economica del settore. Solo così l’industria del gioco terrestre potrà recuperare la sua vitalità e continuare a svolgere il suo ruolo nell’ambito dell’economia italiana.

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