BATTIPAGLIA. Un vero e proprio terremoto finanziario e organizzativo si abbatte sulle casse e sugli uffici del Comune. La Sezione Lavoro e Previdenza del Tribunale Civile di Salerno ha depositato due distinte sentenze che vedono l’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Cecilia Francese soccombere dinanzi alle richieste di due storici funzionari dell’Ente. Oggetto dei ricorsi: il riconoscimento economico delle mansioni dirigenziali svolte di fatto sul campo. Il conto totale per il Comune supera i 231.000 euro, a cui andranno sommati pesanti interessi e spese legali. La prima pesante condanna per il Comune porta la firma del Giudice del Lavoro, dottor Luigi Barrella. Il ricorso, presentato nel luglio 2025 dall’avvocato Gennaro Izzo, ha trovato pieno accoglimento. Il Tribunale ha accertato il diritto del professionista a ottenere il trattamento economico da dirigente per l’attività prestata dal 21 febbraio 2020 al 30 giugno 2023. Il dispositivo inchioda il Comune a cifre monocratiche importanti: 103.541,61 euro per differenze retributive e 22.707,11 euro per retribuzione di risultato e perdita di chance, oltre a 9.250,00 euro di spese di lite. A distanza di pochissimi giorni, il 17 maggio 2026, è arrivata la seconda batosta giudiziaria. Il Giudice Unico dottor Antonio Cantillo ha parzialmente accolto le istanze del dottor Oreste Pignatari, ex Coordinatore dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale S4_1. Anche in questa vicenda, l’Amministrazione aveva sostenuto che al dipendente non fossero mai stati affidati compiti dirigenziali. Tuttavia, le carte e le leggi regionali hanno dimostrato il contrario: Pignatari ha gestito in prima persona l’Ufficio di Piano dal 3 agosto 2021 al 30 aprile 2023 (data del pensionamento), firmando contratti e assumendo impegni di spesa rilevanti. Il Comune è stato condannato a pagare a Pignatari la somma complessiva lorda di 105.671,00 euro, così ripartita dal Consulente Tecnico: 50.085,00 euro per differenze retributive; 47.445,00 euro come risarcimento del danno per mancata liquidazione della retribuzione di risultato.;141,00 euro a titolo di indennità sostitutiva per i residui giorni di ferie non godute e non ancora liquidati dall’Ente. A carico di Palazzo di Città restano anche i due terzi delle spese di giudizio (liquidate in totale in 6.000,00 euro) e l’intero costo della CTU contabile. Le due sentenze accendono inevitabilmente un faro politico e amministrativo sulla gestione delle risorse umane a Battipaglia. I giudici salernitani hanno ribadito un principio costituzionale chiaro: nel pubblico impiego contrattualizzato, se un dipendente svolge funzioni superiori con caratteristiche di prevalenza qualitativa e quantitativa, ha pieno diritto a una retribuzione proporzionata al lavoro svolto, anche in assenza di un formale atto di nomina dirigenziale da parte della politica. Un doppio “vizio” organizzativo che oggi si traduce in un pesante debito fuori bilancio per la comunità battipagliese.










