L’ultimo aggiornamento del Registro Tumori in Campania, relativo al biennio 2022/2023, traccia una mappa epidemiologica dettagliata e complessa della regione. Il quadro complessivo, elaborato grazie alla rete dei sette registri territoriali delle ASL e al registro dei tumori infantili del Santobono, evidenzia importanti mutamenti nell’incidenza delle patologie e forti disparità geografiche sul fronte della mortalità. Tra la popolazione maschile campana si registra uno storico sorpasso: il tumore alla prostata ha superato quello al polmone, diventando la neoplasia più diffusa. Seguono per incidenza i tumori al colon e alla vescica. Nel genere femminile, il tumore alla mammella si conferma purtroppo dominante e con un ampio distacco rispetto alle altre patologie. Preoccupa il costante aumento del tumore al polmone tra le donne, un dato trainato con ogni probabilità dall’incremento del numero di fumatrici. A livello regionale si registra inoltre una crescita nei casi di melanoma e dei tumori che colpiscono il rene e la tiroide. Un altro campanello d’allarme riguarda l’età adolescenziale: il numero di tumori tra i giovani è in aumento e la Campania ha superato la media nazionale. L’analisi geografica conferma che l’indice di mortalità più elevato si concentra nelle province di Napoli e Caserta, in particolare nell’area della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Al contrario, tassi di mortalità inferiori alla media si riscontrano nelle ASL di Avellino, Benevento e Salerno. Tuttavia, analizzando nel dettaglio la provincia di Salerno emerge una forte eterogeneità. Aree critiche: I dati più preoccupanti si concentrano nell’Agro Nocerino-Sarnese e nella Piana del Sele, dove la mortalità oncologica maschile si attesta intorno al 20%. Il distretto di Battipaglia: Rappresenta un’anomalia specifica all’interno del salernitano. Sebbene il numero di nuovi casi diagnosticati ogni anno sia in linea con il resto della provincia, la mortalità maschile legata al tumore alla prostata è drammaticamente più alta, superando del 60% la media provinciale. Aree virtuose: Al polo opposto si collocano il Vallo di Diano e il Golfo di Policastro, che fanno registrare tassi di mortalità decisamente inferiori alla media. I dati del report confermano la necessità di calibrare i servizi di screening e i percorsi di cura non solo su base regionale, ma tenendo conto delle specifiche criticità di ogni singolo distretto sanitario.











